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Capitolo 26 Il Governo della famiglia di Dio, Manca il testo 2

Il Signore nomina Enoch quale primo predicatore del Sabato

L’invio di un messaggero a Hored e Naeme 10 febbraio 1842

1. Dopo aver finito questa predica ispirata da Me, Enoch si avvicinò all’Alto Abedam e Lo ringraziò dal più profondo del cuore in maniera veramente degna della grande predica del Sabato.

2. E l’Alto Abedam gli disse: «Ora hai dunque visto e ti sei convinto in maniera vivente di quanto fosse vano il tuo timore di prima!

3. Così come tu ora hai parlato puramente [ispirato] da Me, precisamente nello stesso modo parlerai in avvenire al popolo nel Mio Nome, vale a dire ai tuoi padri e madri, fratelli e sorelle e figli di ogni stirpe.

4. Vedi, questo è d’ora in poi il tuo compito principale in ciascuna giornata di Sabato! E se talora Io ti indicherò qualcuno che si sarà allontanato da Me ed avrà indirizzato il suo occhio al mondo, allora recati ogni giorno da lui, chiama lo smarrito nel Mio Nome e fa in modo che i suoi piedi ritornino sulla retta via del pentimento, dell’umiltà e dell’amore per Me!

5. Qualora però casi simili dovessero moltiplicarsi al punto che il tempo venisse a mancarti, allora eleggi tu nel Mio Nome qualcuno della tua scuola che sia adatto a tale compito e invialo, armato della adeguata autorità, e non darti alcun pensiero, poiché Io allora sarò altrettanto con lui come ora con te!

6. Colui al quale tu avrai imposto le mani nel Mio Nome, costui pure Io lo colmerò subito del Mio Spirito, ed egli profetizzerà come te e arderà nello zelo d’amore per Me; per questo tutta l’erba, gli arbusti e gli alberi, e i monti, le acque, i venti, l’aria, il fuoco, la terra e tutti gli animali si inchineranno dinanzi a lui come dinanzi a te che sei ora il sommo sacerdote stesso.

7. A chi farà immediatamente ritorno, la Mia grazia, il Mio amore e la Mia misericordia gli verranno incontro più che a metà strada.

8. Ma se qualcuno si turerà gli orecchi e indurirà il cuore e chiuderà gli occhi dinanzi a voi, contro di lui agita sette volte la Mia verga nella tua mano!

9. Se però anche dopo ciò non fa ritorno alla comunità, allora caccialo via; e qualora poi, piangente e fra grandi lamenti, volesse ritornare colmo di pentimento nel proprio cuore, allora guardalo, afferra la sua mano, rialzalo al tuo cospetto, conducilo qui e allestisci un banchetto, e siano molti gli invitati affinché tra di voi regni una grande gioia nel Mio amore paterno per il fatto che un perduto si sarà così ritrovato e nel suo cuore avrà fatto ritorno al Padre suo!

10. In verità Io ti dico, che se qualcuno ha ceduto profondamente ma poi fa del tutto ritorno, allora in voi deve esserci più gioia per lui che non per novantanove giusti che non hanno bisogno di ritornare!

11. Infatti, se qualcuno è vivente e vivente rimane, questo non è niente di più che qualcosa di equo, e ciò è dovuto al fatto che non è certo facile smarrirsi per colui che si trova nella luce.

12. Il destino dei deboli invece è quello di portare solo poco peso per vie ben illuminate.

13. Ma se ad un forte Io do da portare un grande peso nella notte, ed egli smarrisce la via e non ode il vostro richiamo, e se così, errando lungamente, non riesce a giungere ad alcuna meta e si accorge soltanto della vicinanza della perdizione e della morte, e se poi tuttavia si volge da se stesso e ripercorre la penosa via ed arriva piangente a voi, e così voi venite a ritrovare un fratello molto compianto e creduto smarrito per sempre, come anch’Io vengo a ritrovare un figlio che era smarrito, allora dite: – non vale questo più degli altri novantanove che, certo operando giustamente, non hanno mai varcato la soglia di casa propria?

14. Perciò deve essere grande la vostra gioia per uno che era smarrito, anzi, che era morto, e che è diventato di nuovo vivente!

15. Il giusto non ha motivo di piangere, poiché l’opprime soltanto un lieve carico; ma se invece qualcuno porta sulle sue spalle un carico pesante, e con questo cade e piange sotto il peso del carico, chi mai potrà avere un cuore talmente di pietra da non compiangere colui che così è duramente caduto e da non fare ogni sforzo per aiutarlo a rialzarsi, per quanto ve ne sia la possibilità?

16. Ma se ciò non gli riesce, e con suo grande dolore deve lasciar languire sotto il peso il fratello caduto, quale tristezza non sentirà egli pervadere il suo cuore?

17. E se tuttavia poi, inaspettatamente, il fratello caduto riuscirà a risollevarsi, allora chi, sopraffatto da grandissima gioia, non correrà a lui e stringerà al suo cuore il fratello creduto morto, e non lo condurrà subito a casa propria e gli farà imbandire un abbondante pasto ristoratore?

18. Perciò Io qui a voi tutti dico questo, e cioè che dovete ammonire con forza chi si è smarrito; e vi dico che chi è scomparso alla vostra vista voi dovete cercarlo con la forza di tutto il Mio amore in voi.

19. Tuttavia nessuno deve agitare la verga contro il proprio fratello finché Io non gli abbia detto: “Ora puniscilo con il fuoco del tuo amore! Fallo uscire dalla comunità, affinché nessuno si debba scandalizzare di lui; tuttavia il tuo amore lo accompagni fino in capo al mondo!”

20. Il tuo ultimo sguardo di congedo sia come ciascun tuo sguardo di prima, fa’ in modo che il fratello smarrito sappia che egli resta il tuo povero fratello oppresso e smarrito, e che egli, al pari di te, quantunque sia precipitato in basso, è sempre un figlio del Mio amore!

21. L’ira sia del tutto estranea a voi, ed ogni maledizione resti lontana dalla vostra bocca e doppiamente lontana dal vostro cuore!

22. Ma come sarà il vostro reciproco comportamento, così sarà altresì il Mio comportamento verso di voi; e chi peccherà dinanzi a voi, costui avrà pure peccato dinanzi a Me.

23. Se però voi lo giudicherete, lo giudicherò certo anch’Io, ma il come lo so soltanto Io.

24. Voi però non sfuggirete al vostro giudizio; ma quale sarà tale giudizio, anche questo lo so soltanto Io!

25. E ora Io dico a te, Mio caro Enoch: fai subito preparare un messaggero ed invialo nella regione situata fra mezzanotte (Settentrione) e il mattino (Oriente), poiché là un fratello se la sta spassando insieme a una donna della pianura. Il suo nome è Hored, e quello della donna Naeme; egli non è a conoscenza di cosa succede qui; fagli dunque sapere che sono Io che lo chiamo e che perciò egli deve venire qui! Amen!»

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